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Arti Marziali

Lo show degli astimoli

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Il mondo dei giovani è in costante trasformazione.

Per questo motivo il pianeta degli adulti deve affrontare nei confronti del mondo giovanile una continua sfida che oggi più che mai non ha precedenti: “l’emergenza dell’emergenza”.

Molti adulti si sforzano di capire il linguaggio dei giovani ma pochi si pongono come modelli, poiché offrirsi come modello è decisamente più difficile e implica una trasformazione, un mettersi in gioco, predisporsi al volere intraprendere un rapporto che non è solo improntato sull’educare ma anche sull’essere educato.

L’educazione dei bambini è sempre più demandata ai mezzi di “intrattenimento”: delle scatole chiuse e roboanti imposte da multinazionali del consumo sfrenato. A seguito di tali conseguenze si registra un inceppamento di quella singolarità che diventa frangile e facilmente attaccabile, molto spesso trova impreparati perfino le famiglie e le istituzioni e crea una falla nei rapporti tra essi.

I bambini fino a pochi anni fa non venivano presi in considerazione da questi “manipolatori della educazione” mentre negli ultimi anni, con l’aiuto di specialisti della comunicazione, uomini del marketing strategico, psicologi, sociologi, ect, le “multinazionali del vizio”, hanno capito che possono rivolgersi direttamente al bambino in quanto il genitore è sicuramente assente e se anche ci fosse sarebbe troppo preso a fare soldi, a pensare a se stesso e a come essere sempre più competitivo in un mondo dove tutto corre oltre le nostre capacità.

Oggi l’industria del consumo vede nel bambino un oggetto malleabile e psicologicamente labile da modificare a suo uso e consumo, in questo modo sono autorizzati a creare, come è già successo a Londra, un centro di bellezza per sole bambine, proponendo un modello “Lolita” da imitare e cui aspirare. Il fatto è che questa accelerazione di impulsi distorti emerge sopra ogni forma di buona educazione e propositi educativi-formativi fino a divenire il prodotto di una folle corsa al consumismo e all’arrivismo a tutti i costi dove il messaggio imperante è : “ho c’è l’hai o sei fuori.

Dinnanzi a queste aberrazioni il grande Janusz Korczak si rigirerà nella tomba! La comunità degli adulti, i genitori cosa fanno?Nulla! Anzi acclamano e incoraggiano i propri figli a partecipare come se nulla fosse a concorsi demenziali dove l’unico obiettivo è mostrasi, fare show a qualsiasi prezzo.

A seguito di tali demenze una nota azienda che produce bambole si presta ad organizzare un concorso per bambine che come premio finale omaggia la “prescelta” di una giornata da diva che vede la bimba a bordo di una Limosine che scorazza per le vie del centro di Milano per trascorrere ventiquattrore di shoping, come una vera star dello spettacolo.

Leggendo Korczak, il quale terminò la sua vita nel campo di sterminio di Treblinka nel 1942 assieme a duecento bambini ospiti di quella Casa dell’Orfano che dirigeva da circa trent’anni a Varsavia, mi piace riportare quanto scritto da lui stesso su questo tema: “Per timore che la morte possa strapparci il bambino, strappiamo il bambino alla vita; per impedire che muoia non lo lasciamo vivere. Per un domani che non capisce né ha bisogno di capire lo derubiamo di molti anni di vita.

I grandi psicologi chiamati ad esprimere i propri valenti pareri subito dopo che qualche ragazzo di buona famiglia, apparentemente normale, abbia ucciso i genitori per rubargli i soldi, abbia violentato l’amica di scuola per fare una bravata, o ucciso l’automobilista di turno perché annoiandosi ha pensato di tirare qualche sasso dal cavalcavia dell’autostrada, questi grandi esperti perché non fanno sentire la loro voce ora, prima che si vada oltre il limite del non ritorno?

Questa pratica diffusa dell’illegalità perché non smuove le sorde coscienze degli uomini di cultura? Dove sono finite queste menti illuminate? Saranno forse anche loro intenti a comparire nei talk show? Si sono offerti in voto al dio denaro?

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