La visione della persona come sistema energetico
Un messaggio per Trainer e Maestri
Di: dott. Daniele Trevisani
Ogni
atleta marziale si ispira ad un metodo o scuola di riferimento.
Quello che diventa importante per ogni atleta o praticante è capire
come fuoriuscire dal metodo di provenienza, non considerarlo una
gabbia ma un trampolino per la propria ricerca, e cercare un modello
universale, la matrice che ispira ogni metodo marziale o di
combattimento. Possiamo immaginare l’uomo come articolazione di
energie fisiche e mentali, micro e macro-competenze, progettualità e
aspirazioni. Noi siamo combattenti o artisti marziali sia per una
catena di eventi del tutto casuali, ma lo rimaniamo nel tempo quando
capiamo la sacralità che si nasconde dietro ogni piccolo gesto, che
sia mettersi le bende o indossare un Kimono o un Gi, o salire sul
tatami o sul ring. Il metodo che utilizzo per la formazione degli
istruttori e Maestri di varie discipline individua sei specifiche
“celle di lavoro”, sulle quali ciascuno di noi, indipendente dalla
sua condizione di partenza, può fare progressi, piccoli o grandi che
siano. E, per ogni piccola conquista, si aprono nuovi orizzonti che
ci invitano ad andare avanti, in una continua esplorazione di ciò
che significa progredire, nel suo senso più profondo. “Entrare” in
queste sei celle ci permette di costruire progetti di crescita seri
ed efficaci, siano essi la “liberazione” da ciò che ci frena, o
l’aumento delle nostre risorse personali. L’amplificazione delle
energie e abilità di un individuo o di un intero gruppo o team, può
proiettarci verso nuovi traguardi, e nuovi modi di essere. Prendere
piena coscienza dei propri potenziali e lottare per raggiungerli è
un’operazione che ha una propria sacralità, al di la del risultato
numerico o professionale che ne può derivare. Capire questo è
essenziale oggi per fare del training serio, essere ricercatori o
insegnanti degni di questo nome, ma anche nel coaching, nel focusing
(focalizzazione dei fabbisogni di sviluppo di un praticante), nella
consulenza, nei progetti di crescita personale, quando si esamina
una persona o una squadra, intesa come complesso di energie
circolanti, il suo lato umano, il suo spirito vitale. Il metodo HPM
raggruppa tutti i fattori evidenziati in un modello piramidale
(energie fisiche e mentali, micro e macro-competenze, progettualità
e aspirazioni) e li considera aspetti allenabili, aumentabili, su
cui si può agire. A questo modello quindi ci apprestiamo a lavorare.
C’è chi crede che esista qualcosa di sacro e per il quale vale la
pena battersi, e chi crede che tutto sia inutile. Il metodo si
rivolge ai primi. Ne esponiamo di seguito un’anteprima grafica,
nella quale si evidenziano le sei specifiche aree di lavoro,
ciascuna delle quali viene approfondita, ma sicuramente non
esaurita. Esaurire ogni singola area sarebbe una pretesa troppo
grande, mentre aprirvi una discussione e offrire su ciascuna
contributi, strumenti utili e operativi, è invece già possibile.
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Figura 1 – Esposizione grafica del
modello HPM |
Ciascun punto riguarda un lato specifico dell’atleta o del
maestro, ad esempio
- Il suo stato di forma fisico, sia generale che nei diversi
distretti corporei
- Il suo stato di motivazione e la sua capacità di far fronte
alle emozioni e allo stress
- L’ampiezza delle discipline che riesce a padroneggiare
(spettro o vastità disciplinare)
- La capacità di andare in profondità nelle tecniche di alcune
di esse
- I valori che ispirano l’essere atleta, coach, istruttore o
Maestro, il perché facciamo le cose
- La capacità di tradurre una “voglia di migliorare” in un
progetto concreto, per se o per i propri allievi
Potenziale
umano e prestazioni umane sono due aree di studio diverse ma
strettamente collegate, così come lo sono le fondamenta di un
edificio e i suoi piani superiori. Nessuno costruirebbe, con un
minimo di buon senso, un grattacielo su fondamenta instabili. Il
lavoro sul potenziale di un atleta è, come metafora, simile al
lavoro di costruzione di fondamenta solide, mentre le performance ci
restituiscono un senso di altezza, di quanto in alto possiamo
spingerci. Ognuno di noi sente il bisogno, prima o poi, di
sviluppare il suo potenziale, ma anche di accedere a piani
esistenziali superiori, ricercare, crescere. È vero Maestro o vero
istruttore colui che sa dare voce a questo potenziale. In caso
contrario, saremmo di fronte ad un puro “ammaestramento”, non ad una
“formazione” dell’individuo, nostro vero obiettivo.
Possiamo
soffocare questa pulsione umana naturale, ma è come cercare di non
respirare, prima o poi il bisogno viene fuori, ed è bene ascoltarlo.
Il modello HPM analizza l’essere umano come sistema energetico, una
sinergia di forze (fisiche e mentali), la cui amplificazione può
aumentare il grado di felicità, successo e potenzialità realizzativa.
Questo sistema complesso è composto da sottosistemi, che possono
disporre di uno stato di carica variabile, e funzionare bene o male,
con gradazioni intermedie di efficienza ed efficacia. Per analizzare
il potenziale globale della persona, non solo sul piano fisico o
intellettuale, ma come essere umano nel suo complesso, abbiamo
bisogno di localizzare quali sono i micro e macro-distretti su cui
si può agire e come questi interagiscono tra di loro. Dobbiamo anche
saper muovere lo zoom di analisi dal micro al macro, dal particolare
al generale, e viceversa. Esponiamo di seguito una breve sintesi di
quali sono i contenuti principali delle sei “celle” di lavoro:
- il substrato psicoenergetico e le energie
mentali: riguarda le energie psicologiche, le
forze motivazionali, lo stato di forma mentale
necessario per affrontare sfide, progetti, traguardi
(goal) e obiettivi. Si prefigge di analizzare ed
intervenire sulle capacità mentali, come
concentrazione, lucidità tattica, abilità
strategiche, capacità di percezione, utilizzo della
memoria, amplificazione sensoriale, vissuti emotivi,
sino alle capacità di vivere le passioni, rivedere
il nostro modo di essere, riprendere in mano il
proprio ruolo nella vita con maggiore assertività,
ripensarsi, creare motivazione in sè e nel team,
sviluppare coraggio e perseveranza, utilizzare uno
stile di pensiero produttivo e positivo;
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- il substrato bioenergetico e le energie
fisiche: inquadra la parte biologica dell’essere
umano: il corpo e le energie fisiche, lo stato di
forma organismico e biologico che sorregge le
energie individuali; comprende l’analisi delle
energie corporee e il funzionamento dell’organismo,
come esso possa essere riparato o “potenziato”, gli
effetti dello stile di vita e l’approccio olistico
al corpo, l’attenzione alle economie locali (di
specifici distretti fisici) e alle energie generali;
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- le micro-competenze: i micro-dettagli che
danno spessore al potenziale, le micro-abilità
psicologiche e psicomotorie che fanno la differenza
in una prestazione manageriale o sportiva, le micro
abilità-cognitive (di ragionamento), che creano
differenza tra un’esecuzione mediocre, media o
invece eccellente, le micro-abilità relazionali e
di movimento da cui dipende un lavoro di qualità;
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- le macro-competenze personali e professionali:
i grandi strumenti (competenze, skills, capacità)
che compongono il profilo di un ruolo di insegnante
o atleta; le traiettorie di cambiamento che subisce
lo scenario che ci circonda, come rimanerne
coscienti e attivi in una gamma di discipline; la
gamma delle abilità o portfolio di competenze di un
individuo o di un team, e come questo deve essere
rivisitato, riqualificato, formato, per essere
all’altezza degli obiettivi che ognuno di noi si
pone e delle sfide che vuole cogliere;
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- goal e progettualità: la strutturazione
dello sforzo per qualcosa o contro qualcosa di
concreto (un ideale trasformato in progetto); la
capacità di sviluppare un obiettivo in azione, il
focus di applicazione delle energie e competenze, la
loro traduzione in specifici piani operativi e
risultati attesi;
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- visione, principi e valori, missione:
ideali, principi morali, sogni, aspirazioni, i
motori profondi che dirigono le priorità personali,
gli ancoraggi di senso e significato che connettono
i progetti ad un piano più profondo, le scelte
personali, il senso di missione. Riguarda inoltre lo
sfondo primordiale di desideri e pulsioni che
spingono il nostro fare ed agire, il senso di causa
e – non ultimo – il nostro vissuto spirituale ed
esistenziale.
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Ognuno
di questi stati o “celle” può avere un certo livello di “carica”,
trovarsi “pieno”, “abbondante”, ben coltivato, ben esercitato, o
essere invece “scarico”, deprivato, depotenziato, impoverito, o
persino trascurato e maltrattato, denutrito, abbandonato. Al
crescere della carica nei diversi sistemi aumenta l’energia
complessiva della persona, dei team, e azioni da loro generate, con
effetti molto tangibili: risultati, prestazioni, capacità di
decidere, di incidere e produrre cambiamento positivo, sia esso
vincere una gara o semplicemente saper condurre un buon allenamento,
o tirare fuori qualcuno dalla strada e portarlo in palestra o nel
Dojo. Questi risultati danno senso ad una vita. Fanno la differenza
tra persone o team spenti, e persone, team o organizzazioni capaci,
forti, motivate, piene di energia ed entusiasmo, con voglia di
vivere per qualcosa, desiderose di affrontare sfide e dare
contributi veri alla crescita delle persone – ed è questo –se ci
riflettiamo - il senso più profondo dell’essere Istruttori e
Maestri.
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(www.danieletrevisani.com),
Maestro di Kickboxing, Sensei (8° Dan DaoShi® Bushido),
formatore di atleti e istruttori di Muay Thai,
Kickboxing e MMA, Formatore e ricercatore in Psicologia
e Potenziale Umano, consulente NATO e dell’Esercito
Italiano, Master of Arts in Mass Communication,
University of Florida. Insignito dal governo USA del
premio Fulbright per i propri studi sulla comunicazione
e potenziale umano. Ha realizzato docenze in oltre 10
Università Italiane ed estere, ed è il tra i principali
esperti italiani nella ricerca sul potenziale umano,
nella formazione di istruttori e trainer per le
discipline marziali e di combattimento. |
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© Articolo elaborato dall’autore, con
modifiche, dal volume “Il Potenziale Umano” di Daniele
Trevisani, Franco Angeli editore, Milano.
Approfondimenti del volume originario sono disponibili
anche al link
www.studiotrevisani.it/hpm2 |
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